Ampeloterapia

Curarsi con l'uva

Un modo tradizionale, energico ed efficace, per approfittare dei vantaggi dell'uva è la cosiddetta "cura dell'uva" o ampeloterapia, una forma di digiuno mitigato che è tradizionale nei Paesi di lingua tedesca.

La cura va fatta se possibile con uva appena colta o succo d'uva (rigorosamente biologico e biodinamico) e si prolunga generalmente per un paio di settimane.
Prima di essere mangiata, l'uva va sempre accuratamente lavata in acqua corrente, in modo da togliere la polvere e le eventuali tracce di solfato di rame che possono essere presenti sulla buccia.

Si può iniziare consumando circa 500g di uva al giorno pari a 350 ml di succo, preferibilmente in sostituzione della colazione. Se questa dose sembra eccessiva, la si può suddividere tra la prima colazione e altri due spuntini a metà mattino e a metà pomeriggio.

La quantità d'uva va gradualmente aumentata, in modo che alla fine della prima settimana si arrivi a consumarne 1Kg e, nel corso della seconda, anche a 2Kg al giorno di uva o rispettivamente 700 ml di succo.
Naturalmente con un consumo così sostenuto vanno progressivamente abbandonati gli altri alimenti, iniziando da quelli ricchi di grassi e proteine (carne, pesce, formaggi, uova...). E' inoltre opportuno rinunciare al vino, alla birra, ai liquori, al caffè, al tè.
Anche le verdure crude e gli altri tipi di frutta vengono, di solito, spontaneamente ridotte. E questo è un bene, perchè si riduce così la possibilità di innescare fastidiose fermentazioni intestinali.

Dopo 2 o 3 giorni di alimentazione basata solamente sull'uva si iniziano a reintrodurre poco a poco gli altri alimenti a partire dai cereali (pane, riso, pasta...).
E' opportuno sottolineare che, per evitare l'insorgere di fastidi intestinali, l'uva andrebbe sempre consumata lontano dalle altre vivande. Ad esempio negli spuntini di metà mattina o di metà pomeriggio oppure in pasti di sola uva.
Per il consumo del succo d'uva non ci sono invece restrizioni, in quanto può essere associato ad altri alimenti anche ricchi di fibre (cereali, pane integrale ecc.).

A chi non è consigliata

Come tutti i veri farmaci, anche l'uva (se consumata in quantità consistenti) può presentare delle controindicazioni. La cura dell'uva, proprio perchè si tratta di una terapia molto energica e risolutiva, è sconsigliata a chi soffre di ulcera gastrica caratterizzata da aumento delle secrezioni acide, ai diabetici e ai colitici. Anche in tutti questi casi, tuttavia, è possibile consumare con moderazione a piccoli sorsi, qualche bicchiere di succo d'uva.

 

I grappoli d'uva sono il dono di una pianta antichissima. Se ne trovano notizie nella Bibbia (il libro della Genesi ricorda che Noè "...coltivatore della terra, si mise a piantare una vigna") e gli antichi Egizi la coltivavano con interesse. Nel nostro Paese, già dal II millennio avanti Cristo, all'uva e al vino furono dedicate cure e attenzioni. Ne sono testimonianza numerosi materiali fossili trovati in Sicilia. D'altra parte, la penisola italiana in quei tempi era chiamata proprio Enotria, cioè "terra del vino".
I Romani promossero la coltivazione della vite in tutte le regioni conquistate dal loro esercito e al culto di Bacco, dio del vino, dedicarono templi, sculture, affreschi e appositi riti orgiastici.
Le virtù curative dell'uva non sono certamente scoperta recente, Già Galeno, medico greco vissuto tra il II e il III secolo dopo Cristo, raccomandava ai suoi pazienti di consumare abbondantemente questo frutto, ma solo a maturazione completa.

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