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Un calice di vino sotto un cielo di stelle 

Siete tutti invitati l’8 luglio e il 9 agosto 2019 ad una degustazione sotto le stelle…

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Comincia la vendita del vino sfuso vendemmia 2019 al Folicello!

scopri le tipologie disponibili e i prezzi dei vini sfusi vendemmia 2018…

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Scopri le confezioni regalo con i nostri vini e succhi bio

I nostri vini senza solfiti e succhi d’uva bio confezionati a festa per voi e i vostri cari…

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In bici al Folicello!

Il 23 settembre, in collaborazione con FIAB Terre d’Acqua, una biciclettata per celebrare la fine della vendemmia in nostra compagnia

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Un rosso che non passa inosservato

Referenze per il nostro Gocce di Granato senza solfiti al Concorso Internazionale dei vini Biologici 2018…

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Ecco il Pignoletto “bio” che rinuncia ai solfiti

Marco e Antonella con Folì bianco frizzante senza solfiti e Uv’è succo d’uva frizzante

L’azienda Il Folicello di Manzolino da dieci anni produce con successo vini DOC. Ora dopo i lambruschi senza conservanti lancia anche il succo d’uva frizzante

La qualità dei prodotti va sempre più verso un indirizzo green e biologico. Arriva da Castelfranco la prima esperienza di produzione vitivinicola con imbottigliamento di Pignoletto Doc (Denominazione di origine controllata) senza l’utilizzo di solfiti, sostanze che servono per preservare il vino nelle varie fasi della vinificazione. A produrre e a imbottigliare con sistemi che tengono conto della qualità ambientale e della salute è l’azienda agricola il Folicello di Manzolino, presso Castelfranco. Marco Giovannini e Antonella Fontana del Folicello producono dal 1980 Lambrusco e Pignoletto Doc con un vigneto di 12 ettari. «Ormai sono 10 anni che vinifichiamo, con successo, senza l’’utilizzo di solfiti, a partire da un rosso fermo – spiega Giovannini – che come tutte le uve nere contengono antiossidanti naturali in grado di conservare il vino in bottiglia. Poi 5 anni fa hanno fatto seguito il lambrusco Grasparossa Doc e quest’anno il primo Pignoletto a Denominazione di origine controllata. I vini – ha detto ancora Marco Giovannini – mantengono con questa tecnica inalterate le varietà organolettiche principali, come profumi e freschezza». La ricerca della azienda castelfranchese negli utilizzi alternativi delle uve biologiche non si è fermata: tra qualche giorno si potrà bere il succo d’uva frizzante. «Lo produciamo con il metodo “charmat”, sistema utilizzato normalmente per la vinificazione di vini, che consente di ottenere un perlage fine, con bollicine non grossolane. L’idea – dice ancora il titolare dell’azienda Il Follicello – è nata per creare un prodotto a base di uva naturale in alternativa alle bevande analcoliche gassate. Abbiamo prima eseguito un test, che ha dato esiti positivi, con un campione di consumatori per saggiarne il gradimento e quest’anno produrremo circa 10 mila bottiglie di succo d’uva spumante». Questo traguardo, frutto di una sperimentazione iniziata anni fa, giunge a poche settimane da un provvedimento europeo che consente, dal 2013, di indicare in etichetta le garanzie dei processi di vinificazione biologici. Il Comitato per la regolamentazione sulla bio agricoltura dell’Unione Europea, infatti, ha dato il parere favorevole alla proposta di regolamento per la produzione di vino completamente naturale. Un provvedimento atteso, specialmente da quei produttori che da anni vinificano con tecniche bio, ma che in osservanza della vecchie disposizioni dovevano etichettare le bottiglie con la dicitura “vino ottenuto con uve biologiche”. «La capacità degli imprenditori di diversificare l’offerta, mettendoci anche la componente creativa, è l’arma vincente per restare in mercato e fare bilancio – ha detto Cristiano Fini, presidente della Cia di Modena – la tradizione e l’innovazione saranno i principali requisiti di sostenibilità economica e competitività delle imprese agricole. Nel caso del Folicello, sia la produzione di pignoletto senza solfiti, sia l’immissione sul mercato del succo d’uva frizzante sono elementi di diversificazione e innovazione che pongono in primo piano un’azienda biologica e biodinamica.. Da sottolineare che i produttori di vino e uve biologiche sono gravati da un carico burocratico superiore a qualsiasi altra impresa e devono sostenere costi molto più elevati rispetto ad altri».

Gazzetta di Modena 23 ottobre 2012, pag. 11, sezione: Nazionale – Quotidiano locale.

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